Rapporto ANVUR 2026: boom delle università telematiche

26 Marzo 2026

Il 26 marzo 2026, l’ANVUR ha presentato il Rapporto 2026 sul sistema della formazione superiore e della ricerca. Giunto alla sua 5ª edizione, il Rapporto offre una rappresentazione aggiornata e dettagliata delle università, delle istituzioni AFAM e degli enti pubblici di ricerca, delineando il quadro nazionale, il posizionamento internazionale e l’evoluzione del sistema dal periodo pre-pandemico a oggi.

Sistema universitario al suo massimo storico

Il sistema universitario italiano raggiunge nel 2024/25 i 2.050.112 iscritti, il massimo storico assoluto, con 100 atenei, 413.943 laureati, 65.617 docenti e proventi complessivi per 19,5 miliardi di euro.

La crescita complessiva rispetto al 2018/19 è di +296.000 iscritti (+16,9%), ma il dato che più caratterizza questo periodo è la sua composizione: il 63,7% di tale incremento ha riguardato le università telematiche, che in sei anni sono passate dal 6,8% al 15% della popolazione studentesca totale.

Crescita non uniforme per le iscrizioni: Nord e Centro tendenzialmente in crescita, Mezzogiorno in difficoltà

L’aumento degli iscritti si distribuisce in modo disomogeneo sul territorio nazionale. Nel Nord l’80% degli atenei registra un incremento delle iscrizioni, al Centro 2 atenei su 3, mentre nel Mezzogiorno quasi 1 ateneo su 2 (48%) evidenzia una contrazione, con una forte riduzione nell’area economico-giuridica. In questo quadro, la crescita delle telematiche (+158,6% in sei anni) si caratterizza con la presenza di quasi 4 studenti telematici su 5 che avrebbero un’alternativa in presenza entro 60 minuti, segno che la scelta del canale telematico risponde più a esigenze personali di costo, lavoro e accessibilità che a una reale carenza di offerta sul territorio.
Sul piano geografico, inoltre, i dati sulla permanenza nell’area di residenza sono rivelatori: nel Mezzogiorno quasi 1 studente magistrale su 2 studia lontano da casa, contro tassi di permanenza superiori al 70% nel Centro-Nord. Il sistema si configura pertanto come un rilevante fattore di mobilità territoriale, con flussi in uscita più intensi dalle regioni meridionali.
Le università in Italia sono presenti in ben 274 comuni nel 50% dei quali (127 sedi) con un numero di iscritti inferiore a 500 studenti. Molte delle sedi di piccole dimensioni ospitano corsi delle professioni sanitarie ma va evidenziato che nel 50% delle sedi universitari si concentrano solo l’1% degli studenti (circa 17.000).

Rapporto sul sistema della formazione superiore e della ricerca 2026 | ANVUR