Libertà accademica sotto pressione? Il monitor del Parlamento europeo

03 Aprile 2026

È stato pubblicato l’Academic Freedom Monitor 2025, lo studio realizzato per il Parlamento europeo dallo STOA – il Panel for the Future of Science and Technology – che analizza l’andamento della libertà di insegnamento e ricerca nei 27 Stati membri.

Il quadro complessivo che emerge è quello di un’Unione europea che, pur restando tra le aree del mondo con i livelli più alti di libertà accademica, deve affrontare pressioni crescenti e multiformi.

I dati mostrano che, sebbene solo in Ungheria si registrino violazioni sistemiche e strutturali della libertà accademica, nella maggior parte degli altri Stati membri emergono minacce più sottili ma diffuse. Tra le fonti di rischio individuate figurano l’interferenza politica, la polarizzazione ideologica, le pressioni derivanti dalle politiche di sicurezza e i tentativi di ingerenza straniera.

Il monitor dedica ampio spazio anche agli sviluppi negli Stati Uniti, dove il calo del rispetto per la libertà accademica e i tagli ai finanziamenti pubblici in determinati ambiti di ricerca potrebbero avere ripercussioni indirette sull’Europa. Secondo lo studio, l’UE dovrebbe prevenire gli effetti negativi di tali dinamiche e, al tempo stesso, rafforzare il proprio ruolo internazionale come spazio privilegiato per l’esercizio della libertà accademica.

Alla luce di queste tendenze, il monitor propone nuove opzioni di policy a livello europeo, tra cui il rafforzamento delle strategie contro le interferenze straniere, l’elaborazione di una strategia europea per promuovere l’UE come area centrale per la libertà accademica e misure mirate a contrastare l’impatto della polarizzazione politica sul mondo universitario.

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