La riforma del reclutamento è legge: ASN addio!

07 Luglio 2026

La riforma dei concorsi universitari voluta dalla ministra Anna Maria Bernini è diventata legge.

Il 7 giugno, la Camera ha approvato con 122 sì e 70 no (3 astenuti) il testo licenziato dal Senato lo scorso 9 dicembre,  che era nato dai lavori di un gruppo di esperti nominato dal ministero nel settembre 2024.

Tre sono le principali novità della riforma.

A) L’eliminazione dell’ASN

La riforma abolisce l’ASN sostituendola con un sistema di requisiti di produttività e qualificazione scientifica, che saranno individuati per ciascun gruppo scientifico-disciplinare con un futuro decreto ministeriale, su proposta dell’ANVUR e sentito il CUN, e aggiornati ogni cinque anni.

B) Nuovi criteri per la composizione delle commissioni

La riforma cambia inoltre il criterio per la composizione delle commissioni giudicatrici con l’introduzione del sorteggio: le commissioni saranno formate in larga parte da membri esterni sorteggiati da liste nazionali, con l’obiettivo di ridurre il peso delle scelte e dei condizionamenti interni agli atenei. Per i professori ordinari e associati le commissioni saranno ordinariamente composte da cinque membri (o tre, per i settori più piccoli), di cui uno nominato dall’ateneo che bandisce il posto e quattro sorteggiati da liste nazionali. Per i ricercatori sono invece previsti tre membri, di cui uno nominato dall’ateneo e due sorteggiati. Le liste nazionali saranno predisposte e aggiornate dal Ministero con validità biennale.

C) Modifiche delle procedure valutative

Nelle procedure valutative viene introdotta una prova didattica, così da verificare concretamente le capacità di insegnamento.

Testo di riforma approvato dal Senato