Sono stati presentati i Rapporti AlmaLaurea sui “Percorsi di laurea” e sugli “Esiti occupazionali della laurea”.
Le due rilevazioni hanno preso in esame, per i Percorsi di laurea, quasi 335 mila persone laureate nel 2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio; per gli Esiti occupazionali della laurea, quasi 700 mila persone laureate di primo e secondo livello di 81 atenei, intervistate a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
Il quadro occupazionale ha mostrato un generale miglioramento. A un anno dal titolo il tasso di occupazione ha raggiunto l’81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e l’80,8% nel secondo livello (rispettivamente +2,6 e +2,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea l’occupazione ha superato il 90%, toccando il 91,7% nel primo livello e il 94,4% nel secondo.
Sul fronte dell’origine sociale, l’università continua ad attrarre studentesse e studenti da contesti relativamente più favoriti: la quota di chi ha almeno un genitore laureato è salita al 34,7% (dal 28,5% del 2015) e tocca il 46,3% tra le persone laureate nei corsi magistrali a ciclo unico. Un dato che conferma la persistente disuguaglianza nell’accesso all’istruzione terziaria, in un Paese che, secondo i recenti dati Eurostat, resta in fondo alle classifiche europee per quota di persone laureate tra i 25-34enni (31,1%).

