Il CUN ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto ministeriale di riparto del FFO 2026, sottolineando una sostanziale continuità con gli anni precedenti, ma avanzando osservazioni e auspici su alcuni aspetti critici del modello di finanziamento.
Tra le novità di rilievo spiccano l’utilizzo dei risultati della nuova VQR 2020-2024 per la quota premiale (che sostituisce la precedente e aggiorna gli indicatori di performance scientifica), l’innalzamento dal 36% al 38% della componente della quota base calcolata sul costo standard per studente (con corrispondente riduzione del peso della componente storica), la revisione della clausola di salvaguardia (da +1%/+6% a 0%/+5%) e un incremento delle risorse destinate al reclutamento dei ricercatori a tempo determinato.
Nelle considerazioni generali il CUN valuta positivamente l’aggiornamento alla VQR più recente, che rende più attuali gli indicatori. Sulla quota base apprezza il consolidamento delle risorse legate agli oneri stipendiali e ai precedenti piani straordinari, che aumenta la prevedibilità della programmazione, ma ribadisce la preoccupazione (già espressa in passato) per gli effetti redistributivi del crescente peso del costo standard. Questo rischio è particolarmente sentito per gli atenei situati in contesti territoriali più fragili, caratterizzati da dinamiche demografiche negative, minore capacità contributiva delle famiglie e maggiore mobilità studentesca in uscita. Il Consiglio invita perciò a un monitoraggio attento degli effetti e a valutare la possibilità di stabilizzare, almeno temporaneamente, il peso del costo standard prima di ulteriori incrementi, anche in vista della conclusione del ciclo 2024-2026 e del PNRR.

