In materia di Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di prima fascia, il giudizio di non idoneità è legittimo quando la Commissione accerti, sulla base di una valutazione analitica, coerente e convergente delle pubblicazioni scientifiche, la mancata acquisizione della piena maturità scientifica richiesta dall’art. 3 del D.M. n. 120 del 2016, anche a fronte del raggiungimento di parte degli indicatori quantitativi. Ai fini della sufficienza della motivazione, non rileva l’estensione materiale del giudizio collegiale, bensì la chiara esplicitazione delle ragioni logico deduttive poste a fondamento della decisione, con particolare riguardo all’originalità e all’innovatività dei contributi. La discrezionalità tecnica della Commissione ASN nella valutazione della qualificazione scientifica per la prima fascia è sindacabile dal giudice amministrativo esclusivamente in presenza di manifesta illogicità e irragionevolezza.
TAR Lazio (Roma), sez. IV quater, 16 gennaio 2026, n. 915
È legittimo il diniego dell’abilitazione alla prima fascia quando la Commissione ASN, con motivazione analitica e coerente, accerti la mancanza di originalità e innovatività delle opere
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Quarta Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5489 del 2025, proposto da
OMISSIS, rappresentato e difeso dall’avvocato Antonio Parisi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Ministero dell’Universita’ e della Ricerca, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Commissione di Valutazione per L’Abilitazione Scientifica Nazionale per il Settore Concorsuale 12/C1 – Diritto Costitu, non costituito in giudizio;
per l’annullamento a) del giudizio negativo dell’1.3.2025 espresso collegialmente dalla Commissione nominata con decreto direttoriale n. 2233 del 19 dicembre 2024, così come rettificato successivamente, nell’ambito della procedura di abilitazione scientifica nazionale ASN 2023/2025 – III quadrimestre – di cui al bando approvato con D.D. 1796/2023 nei confronti del Candidato prof. OMISSIS (Domanda n. 129680) ai fini del conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima fascia per il settore concorsuale S.C. 12/C1 – DIRITTO COSTITUZIONALE, laddove è stato ritenuto che “non si può ancora riconoscere al candidato la maturità scientifica, in relazione al settore concorsuale e alla fascia per la quale è stata richiesta l’abilitazione”;
- b) dei cinque giudizi individuali dei singoli commissari che hanno ritenuto non sussistenti i presupposti per conferire l”abilitazione;
- c) di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso e conseguente, parimenti lesivo, ancorchè non conosciuto, ivi compreso il provvedimento di approvazione ove intervenuto di cui si ignorano estremi e data; NONCHE’per la reintegrazione in forma specifica ex art. 30 C.P.A. da disporsi mediante l’obbligo a carico del Ministero intimato, se del caso previo riesame del giudizio formulato da parte di una commissione in diversa composizione, di concedere l”abilitazione al prof. OMISSIS per le funzioni di professore universitario di prima fascia per il settore concorsuale de quo e, in via subordinata o concorrente – in relazione al danno da ritardo e da perdita di chance in ogni caso patito – per la condanna dell”Amministrazione intimata al risarcimento per equivalente dei danni subiti, nella misura in cui verranno provati in corso di giudizio, oltre interessi e rivalutazione monetaria.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Universita’ e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 dicembre 2025 il dott. OMISSIS e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Il ricorrente OMISSIS, Professore associato di Diritto costituzionale (IUS/o8) presso il Dipartimento di Economia e Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, è stato ammesso alla valutazione per le funzioni di professore ordinario (I fascia), conseguendo un giudizio di non idoneità.
In particolare, la Commissione formulava il seguente giudizio:
“Quanto alla produzione scientifica, il candidato risulta in possesso dei parametri, in due su tre degli indicatori, almeno pari ai valori-soglia determinati per il settore concorsuale 12/C1.
Non raggiunge il valore soglia per l’indicatore 1. Il candidato presenta 2 monografie e 13 articoli in rivista.
I contributi presentati, di discreta collocazione editoriale, sono dedicati a svariati temi di sicura rilevanza per il diritto costituzionale e spesso di grande portata teorica; essi risultano per lo più affrontati in modo accurato e approfondito e denotano la capacità del candidato di argomentare in modo efficace. Tuttavia, l’approccio utilizzato è prevalentemente quello politologico e filosofico-politico e, nella maggior parte dei casi, le analisi svolte non risultano adeguatamente ricondotte al quadro costituzionalistico mancando talora anche un tentativo di inquadrare i problemi affrontati nell’ambito del diritto positivo.
Valutate le pubblicazioni secondo i criteri fissati dall’art. 4, del D.M. 120/2016, complessivamente, non si può ancora riconoscere al candidato la maturità scientifica, in relazione al settore concorsuale e alla fascia per la quale è stata richiesta l’abilitazione”.
Avverso tale giudizio il ricorrente proponeva ricorso affidandolo al seguente motivo di diritto:
- VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELL’ART. 16 DELLA L. N. 240/2010 – FALSA ED ERRONEA INTERPRETAZIONE ED APPLICAZIONE DEL D.P.R. N. 95/2016 – FALSA ED ERRONEA INTERPRETAZIONE ED APPLICAZIONE DEL D.M. N. 120/2016 – VIOLAZIONE DEI CRITERI DI VALUTAZIONE DEFINITI IN SEDE DI AUTOVINCOLO CON IL VERBALE N. 1 DEL 5.2.2024 – ECCESSO DI POTERE – SVIAMENTO – FALSITA’ DELLA CAUSA – IRRAGIONEVOLEZZA – ILLOGICITA’ MANIFESTA – TRAVISAMENTO DEI FATTI – CONTRADDITTORIETA’ INTRINSECA ED ESTRINSECA – ALTRI PROFILI.
Ad avviso del ricorrente è di palmare evidenza l’irragionevolezza, sub specie di difetto assoluto o estrema lacunosità della motivazione complessivamente intesa in sé e per sé (riferita sia al giudizio collegiale che ai giudizi individuali), in relazione a profili sintomatici di ordine quantitativo e, nello specifico e analiticamente considerati, di ordine qualitativo, ivi compresa l’assenza totale di valutazioni in relazione a pubblicazioni presentate, la mancata considerazione o esplicitazione dell’uso di alcuni criteri della commissione, lo sbilanciato utilizzo dei criteri, aggravate da chiara disparità rispetto ad altri candidati, da cui il mancato rinvenimento di una spiegazione valida e logica alla base della decisione impugnata.
In specie, si appalesa la contraddittorietà e l’irragionevolezza manifesta del giudizio collegiale in sé stesso considerato, il quale appare in sé stesso connotato da aspetti anomali, anche a seguito del mancato e/o sbilanciato utilizzo in sede di giudizio collegiale dei criteri cui la commissione si è autovincolata.
Anche nei giudizi individuali emergono, peraltro, valutazioni incongrue ed incoerenti, con specifico riguardo alle pubblicazioni non monografiche, siccome carenti di caratterizzazioni sufficientemente precise e dettagliate tali da consentire di comprendere le ragioni della decisione, la loro corretta sussunzione nei giudizi collegiali, e, quindi, verificarne la legittimità.
Il ricorrente censura e stigmatizza la disparità quanti-qualitativa dell’articolazione dei giudizi ricevuti ed il vizio motivazionale che affligge l’avversato giudizio di non idoneità.
Innanzitutto, su un piano del tutto estrinseco ma non per questo irrilevante, la lunghezza dei giudizi della tornata di abilitazione a cui ha partecipato varia, per i dieci candidati, dalle 13 alle 15 pagine.
Il Prof. OMISSIS ha ricevuto un giudizio negativo in tale range di pagine, sul margine inferiore: 13 pagine, da cui si desume su un piano del tutto indiretto ed estrinseco che il candidato Prof. OMISSIS ha ricevuto un giudizio non più analitico, e qualche volta meno analitico, di coloro che hanno ricevuto un giudizio positivo di abilitazione.
Il giudizio collegiale appare pertanto o carente di valutazioni inerenti alla interdisciplinarietà o contraddittorio, in quanto le valutazioni in tema, pur formulate con accenti positivi in alcuni giudizi individuali, si sono tramutate, nel giudizio collegiale unanime in un’affermazione critica (va da sé che la frase criticata – “tuttavia, l’approccio utilizzato è prevalentemente politologico e filosofico-politico” – non può ricomprendere concettualmente i positivi riferimenti alla interdisciplinarietà). In ogni caso, qualunque cosa intendesse la commissione per “approccio”, e fermo restando che esso non è previsto tra i criteri della commissione, appare di tutta evidenza che i rilievi critici, alla luce della trasversalità dei criteri con ricevute metodologiche e riconosciuti ad effetti positivi della commissione, giustificherebbe al più solo rilievi marginali e non certo la mancata abilitazione. Infatti, anche a prescindere dal modo in cui è o non è considerata l’interdisciplinarietà, il prof. OMISSIS non viene abilitato alla luce di una considerazione molto squilibrata dei criteri.
Si costituiva in giudizio l’Avvocatura dello Stato nell’interesse del MUR chiedendo il rigetto del ricorso.
All’udienza pubblica del 3 dicembre 2025 la causa è stata trattenuta in decisione.
Il ricorso è infondato.
Il ricorrente ha chiesto l’annullamento del giudizio di non idoneità all’ASN, funzioni di professore di I fascia, settore concorsuale 12/C1-diritto costituzionale.
A fondamento dell’impugnazione, il ricorrente ha formulato un solo complesso motivo di violazione di legge ed eccesso di potere.
Ad avviso del ricorrente i giudizi individuali, così come il giudizio collegiale, sarebbero contraddittori ed incoerenti. Peraltro, sempre secondo il ricorrente, dalla “lunghezza” del giudizio collegiale finale (13 pagine) si dedurrebbe un esame poco analitico condotto dalla Commissione ASN.
L’infondatezza di tali censure risulta evidente, anzitutto esaminando i giudizi individuali dai quali risulta una valutazione analitica ed approfondita.
Nel giudizio espresso dal Prof. OMISSIS, è affermato: “……(omissis)…… Quanto alla produzione scientifica, il candidato risulta in possesso dei parametri (in due su tre degli indicatori), almeno pari ai valori-soglia determinati per il settore concorsuale 12/C1. Non raggiunge il valore soglia per l’indicatore 1. Il candidato presenta: 2 monografie e 13 articoli in rivista (di cui 12 in riviste di classe A). Esse possono essere valutate come nel dettaglio di seguito. Verità e opinione pubblica. Preservare la democrazia costituzionale «onlife». p. 1-229, SOVERIA MANNELLI: Rubbettino 2024. La monografia affronta un tema attuale e indubbiamente problematico, vale a dire il rapporto tra democrazia costituzionale e opinione pubblica all’epoca dell’’infosfera’. Per trattare un tema così complesso, il candidato si confronta con tematiche che vanno necessariamente al di là del diritto costituzionale positivo. La lettura, ad esempio, del capitolo 5 mostra lo sforzo di confrontarsi con teorie della conoscenza che siano conciliabili con l’apertura della democrazia costituzionale ma anche con la necessità di darle basi salde e condivise. È apprezzabile il confronto critico con le tesi meramente volontaristiche, se non nichilistiche, della verità. Nel complesso il lavoro si lascia apprezzare, più che per una capacità di sistemazione di una materia difficilmente afferrabile o ricomponibile, per l’individuazione dei principali problemi legati alla trasformazione dell’opinione pubblica e per lo sforzo di individuare rimedi utili per il diritto costituzionale.
Il giudizio è di adeguatezza. Dinamiche di una democrazia parlamentare. Assetti rappresentativi e sviluppi istituzionali. p. 1- 351, ROMA: Carocci Editore 2015. La monografia del candidato è uno studio sulle evoluzioni del sistema parlamentare sia da un punto di vista generale che da una prospettiva attenta al contesto italiano (soprattutto seconda e terza parte). Il candidato esamina le fenomenologie cui è stata sottoposta la forma di governo parlamentare. Nella parte successiva l’analisi si sofferma sulle nozioni di popolo, corpo elettorale e sovranità. Infine lo studio esamina i problemi costituzionali riguardanti la cd. Seconda repubblica (naturalmente limitati alla forma di governo) per valutare anche possibili soluzioni e vie d’uscita. L’analisi giuridica di questioni centrali per il diritto costituzionale è affiancata anche dall’esame degli apporti della scienza politica. Il giudizio è di sufficiente adeguatezza. Il limite allo svolgimento dei mandati consecutivi dei Presidenti di Regione: una questione “repubblicana”. FEDERALISMI.IT, 2024, pp. 137-171. Il fuoco dell’analisi di questo saggio è il tetto ai mandati che possono essere svolti consecutivamente dai Presidenti di giunta regionale. Il candidato ricostruisce la normativa in materia, estendendo l’analisi anche al diritto straniero. La comparazione risulta utile ad un migliore inquadramento della vicenda nazionale. L’analisi è svolta in maniera chiara e i risultati cui giunge (quella di una possibile incostituzionalità della disciplina vigente) sono interessanti.
Il giudizio è di adeguatezza. Public or Private AI: un (nuovo) dilemma per la tutela dei diritti fondamentali alla prova della attuazione della strategia italiana per l’intelligenza artificiale. DEMOCRAZIA E DIRITTI SOCIALI, 2024, pp. 1-15. L’oggetto dello studio è il modo in cui gestire e controllare il funzionamento delle piattaforme digitali, in particolare la scelta tra un’opzione ‘public’ o ‘private’ di intelligenza artificiale. Il candidato ricostruisce gli snodi più rilevanti delle scelte nazionali sull’IA. Per quanto il saggio chiuda sull’esigenza di compiere scelte capaci di tutelare i diritti fondamentali, in specie quelli legati al nucleo della privacy e dei dai personali, l’analisi giuridica rimane in secondo piano rispetto all’argomentazione generale. Il giudizio è di non adeguatezza. Partiti e democrazia a settant’anni dalla pubblicazione del “classico” di Maurice Duverger. PASSAGGI COSTITUZIONALI, 2021, pp. 381-406. L’articolo focalizza l’impatto del saggio di Duverger sul dibattito politologico e istituzionale. Il saggio è interessante ai fini di una comprensione dell’intreccio tra il contributo duvergeriano e il dibattito politico istituzionale italiano. Rimangono tuttavia sullo sfondo il quadro costituzionale e le conseguenze dell’analisi per il diritto costituzionale. Il giudizio è di non adeguatezza. Esiste un divieto di accorpamento, e in generale di abbinamento, dei referendum costituzionali alle elezioni? NOMOS. LE ATTUALITÀ NEL DIRITTO, 2020, pp. 1-13. L’oggetto del saggio è ben chiarito dal titolo. L’analisi è svolta in modo chiaro; la tesi di fondo è plausibile e ben esposta; il metodo utilizzato è pienamente giuridico. Buona è la sede editoriale. Il giudizio è di adeguatezza. In tema di nuove leggi elettorali. DIRITTIFONDAMENTALI.IT, 2018, pp. 1-34.
Idealmente proseguendo la ricerca monografica del 2015, il candidato esamina la legge elettorale per l’elezione delle Camere (cd. Rosatellum). Lo fa procedendo anche per contrasto con la giurisprudenza costituzionale in materia e soffermandosi sui principali snodi normativi della legge. L’analisi è ben impostata ed è sorretta da adeguati spunti critici. Il giudizio è di adeguatezza. Le consultazioni pubbliche – e, per di più, in diretta streaming – del Presidente «incaricato». Un «gioco» che nuoce alle istituzioni. DIRITTIFONDAMENTALI.IT, vol. 07.2013, p. 1-32.
Anche in questo caso l’oggetto è ben sintetizzato dal titolo, che evidenzia anche l’occasione cronachistica del contributo. Il tono dell’analisi è molto diretto, ai limiti dell’analisi scientifica; tuttavia il candidato esamina le posizioni che si sono succedute intorno all’evento con adeguato spirito critico. Anche la tesi di fondo, per quanto discutibile, è ben argomentata. Il giudizio è di sufficiente adeguatezza. In margine alle etichette di “Prima” e “Seconda” Repubblica. Ovvero, la democrazia rappresentativa in Italia e la sua crisi. DIRITTIFONDAMENTALI.IT, vol. 2014, pp. 1-61. Il saggio prova a fornire indicazioni formali e sostanziali per caratterizzare la ‘prima’ e la ‘seconda’ Repubblica, appoggiandosi anche all’uso transalpino di numerare le Repubbliche. Il metodo è proprio della storia costituzionale: ciò spiega il carattere descrittivo dell’analisi e la ripresa di passaggi istituzionali ben noti e studiati. Il giudizio è di non adeguatezza. Equilibri e squilibri costituzionali tra la tentata revisione costituzionale del 2005 e il d.d.l. costituzionale “Boschi”. DIRITTIFONDAMENTALI.IT, vol. 10.2014, pp. 1-58. Partendo dall’attualità del pensiero di Montesquieu, il saggio ricostruisce il dibattito tra costituzionalisti sulle riforme costituzionali che il Governo Renzi aveva avviato nel 2014. Il saggio può farsi rientrare nel genere della rassegna, anche se il candidato esprime un giudizio sul contenuto della progettata revisione costituzionale. Non si rinvengono particolari spunti critici. Il giudizio è di non adeguatezza.
La (mera) riduzione dei parlamentari: una revisione che allontana il dato costituzionale da decenni di riflessioni scientifiche e tentativi riformatori. DIRITTO PUBBLICO EUROPEO. RASSEGNA
ONLINE, 2020, pp. 1-19. Sul medesimo perimetro delle riforme costituzionali si posiziona questo contributo. La posizione del candidato in merito al taglio dei parlamentari è critica. Il tono dell’intervento è alquanto polemico, non vi sono apporti di novità rispetto al dibattito in argomento. Il giudizio è di non adeguatezza. “Immuni”. Un’exposure notification app alla prova del bilanciamento tra tutela dei diritti e degli interessi pubblici. MEDIA LAWS, 2020, pp. 172-194. L’oggetto del saggio è un’analisi delle principali problematiche giuridiche riguardanti l’app Immuni, fatta preparare dal Governo italiano per fronteggiare il contagio da Covid-19. Sono esaminati in particolare le fonti di disciplina, le caratteristiche e i limiti dell’intervento governativo. Per quanto sia interessante il tema affrontato, la trattazione risulta molto descrittiva, priva di un approfondimento effettivo e utile per il diritto costituzionale. Il giudizio è di non adeguatezza. Le vaccinazioni. Lineamenti ricostruttivi di diritto costituzionale su un tema dominato dalle evidenze scientifiche.
BIOLAW JOURNAL, 2019, pp. 541-574. Il saggio si occupa delle vaccinazioni, con particolare attenzione al clima di diffidenza diffusosi nell’opinione pubblica a causa della disinformazione e delle teorie del complotto. Il contributo, nella prima parte, si collega con quello affrontato nel contributo dal titolo ‘Immuni’ ecc. Nel saggio l’esame si concentra sulla legislazione più recente, che è intervenuta anche sul profilo del riparto delle competenze. Attenzione specifica è dedicata alla sent.5/2018 della Corte costituzionale. Il contributo è ben costruito e argomentato. Il giudizio è di adeguatezza. Le vaccinazioni. Una frontiera mobile del concetto di “diritto fondamentale” tra autodeterminazione, dovere di solidarietà ed evidenze scientifiche.
DIRITTIFONDAMENTALI.IT, 2017, pp. 1-30. Sempre il tema delle vaccinazioni è al centro di questo intervento, che così appare come il primo della successiva serie. In particolare il candidato si occupa di trattamento sanitario obbligatorio. Vi è una sovrapposizione con quanto poi il candidato sviluppa nel contributo del 2019 (soprattutto per la parte relativa all’allentamento dell’obbligo vaccinale). Il giudizio è di non adeguatezza.
Quale “interesse del minore” nella legge sulla disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili? DIRITTIFONDAMENTALI.IT,
2016, pp. 1-24. Il saggio si occupa di un oggetto ben sintetizzato nel titolo. Per quanto la posizione del candidato sia chiaramente espressa in termini critici nei confronti, la trattazione è tuttavia superficiale, cursoria, non fluida. Il giudizio è di non adeguatezza. La produzione scientifica del candidato è coerente con il settore scientifico. Essa è caratterizzata dall’uso di un metodo attratto dall’interdisciplinarietà, utilizzata in maniera proficua anche per la scienza costituzionalistica. La scelta dei temi, in particolare quelli monografici, denota una forte attenzione al dato istituzionale, per come esso condiziona il dato normativo ed è da esso condizionato. L’approccio utilizzato dal candidato è spesso critico; tuttavia manca, in particolare nella produzione ‘secondaria’, un adeguato approfondimento delle questioni affrontate e, in alcuni casi, la riconduzione dell’analisi al quadro costituzionalistico. La collocazione editoriale della produzione è discreta. Valutate le pubblicazioni secondo i criteri fissati dall’art. 4, del D.M. 120/2016, complessivamente, non si può ancora riconoscere al candidato la maturità scientifica, in relazione al settore concorsuale e alla fascia per la quale è stata richiesta l’abilitazione”.
Dello stesso tenore, anche il giudizio espresso dal Prof. OMISSIS:
“…(omissis)….. Quanto alle pubblicazioni da valutare ai sensi dell’art. 7 del D.M. 120/2016, si riscontra la loro coerenza con le tematiche del settore concorsuale e con quelle interdisciplinari ad esso pertinenti, una continuità temporale della produzione scientifica e una adeguata collocazione editoriale dei prodotti. La candidata ha presentato 15 pubblicazioni scientifiche ex art. 7 DM 120/2016, di cui 2 monografie e 13 articoli in riviste. La monografia Verità e opinione pubblica. Preservare la democrazia costituzionale «onlife» (2024) è ben argomentata e affronta un tema di centrale importanza. Tuttavia, la prospettiva di analisi è in prevalenza ascrivibile alla filosofia politica senza ricadute significative sul piano del diritto positivo. La monografia Dinamiche di una democrazia parlamentare. Assetti rappresentativi e sviluppi istituzionali (2015) legge criticamente le trasformazioni della forma di governo in riferimento alla democrazia rappresentativa, con frequenti incursioni sul versante politologico. A questo lavoro vanno accostato i saggi, che presentano sovrapposizioni tematiche con il volume, e quindi non risultano adeguati ai fini della procedura, Partiti e democrazia a settant’anni dalla pubblicazione del “classico” di Maurice Duverger (2021), e In margine alle etichette di “Prima” e “Seconda” Repubblica. Ovvero, la democrazia rappresentativa in Italia e la sua crisi (2014). Meritano un giudizio di adeguatezza sotto il profilo dell’originalità, del rigore metodologico e del carattere innovativo, i seguenti lavori: Il limite allo svolgimento dei mandati consecutivi dei Presidenti di Regione: una questione “repubblicana” (2024); Esiste un divieto di accorpamento, e in generale di abbinamento, dei referendum costituzionali alle elezioni? (2020); Le vaccinazioni. Lineamenti ricostruttivi di diritto costituzionale su un tema dominato dalle evidenze scientifiche (2019); In tema di nuove leggi elettorali (2018); Le consultazioni pubbliche – e, per di più, in diretta streaming – del Presidente «incaricato». Un «gioco» che nuoce alle istituzioni (2013). Tuttavia, per la maggior parte dei lavori il giudizio è di non adeguatezza per insufficiente originalità o per prevalente riferimento a categorie diverse da quelle del diritto costituzionale: Public or Private AI: un (nuovo) dilemma per la tutela dei diritti fondamentali alla prova della attuazione della strategia italiana per l’intelligenza artificiale (2024), che non sviluppa adeguatamente i profili costituzionali; Equilibri e squilibri costituzionali tra la tentata revisione costituzionale del 2005 e il d.d.l. costituzionale “Boschi (2014), che, passando in rassegna le varie posizioni dottrinarie, evidenzia un carattere prevalentemente ricostruttivo; La (mera) riduzione dei parlamentari: una revisione che allontana il dato costituzionale da decenni di riflessioni scientifiche e tentativi riformatori (2020), che difetta per contributo di originalità; “Immuni”. Un’exposure notification app alla prova del bilanciamento tra tutela dei diritti e degli interessi pubblici (2020), che affronta in modo documentato la questione ma senza offrire un inquadramento costituzionale adeguato, e presenta inoltre sovrapposizioni tematiche con il saggio Le vaccinazioni. Una frontiera mobile del concetto di “diritto fondamentale” tra autodeterminazione, dovere di solidarietà ed evidenze scientifiche (2017); Quale “interesse del minore” nella legge sulla disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili? (2016), che difetta sul piano dell’originalità. La produzione scientifica del prof. OMISSIS indaga temi centrali ed è caratterizzata da attitudine all’analisi critica. Tuttavia, alcuni lavori risultano inadeguati per originalità, e in altri l’approccio analitico si colloca prevalentemente al di fuori del diritto costituzionale positivo. Valutate le pubblicazioni presentate in base ai criteri fissati dall’art. 4 del D.M. 120/2016, si deve pertanto concludere che il candidato NON ha ancora raggiunto pienamente il livello di maturità scientifica richiesto ai fini del superamento della presente procedura”.
Da ultimo, anche il giudizio espresso dal Prof. OMISSIS:
“….(omissis)….. Quanto alla produzione scientifica, il candidato risulta in possesso dei parametri, in due su tre degli indicatori, almeno pari ai valori-soglia determinati per il settore concorsuale 12/C1. Non raggiunge il valore soglia per l’indicatore 1. Il candidato presenta 2 monografie e 13 articoli in rivista. Tali pubblicazioni possono essere valutate come di seguito evidenziato. La monografia “Verità e opinione pubblica. Preservare la democrazia costituzionale «onlife»”, Rubbettino, 2024, affronta una tematica complessa e sfuggente, quella dell’opinione pubblica digitale e del suo rapporto con la democrazia costituzionale, con argomentazioni approfondite, anche se esposte in modo un poco alluvionale, che si muovono su un piano quasi esclusivamente teorico e senza un tentativo di ricondurre l’esame nell’ambito del diritto positivo. Il giudizio è dunque, nel complesso, di non adeguatezza ai fini della presente selezione. La monografia “Dinamiche di una democrazia parlamentare. Assetti rappresentativi e sviluppi istituzionali”, Carocci Editore, 2015, si occupa del rapporto tra forma di governo parlamentare e democrazia rappresentativa. L’approccio prescelto dal candidato è prevalentemente di carattere politologico e comparatistico, i toni sono talora assertivi. L’autore mostra padronanza del tema e capacità di argomentare in modo originale ma il lavoro appare solo parzialmente riconducibile al settore di cui alla presente selezione; pertanto il contributo non appare adeguato ai fini della presente procedura. Per quanto riguarda la produzione non monografica, essa è dedicata all’approfondimento di svariati temi e, rispetto ai lavori monografici, appare più ancorata al diritto positivo. I saggi sono per lo più di ampio respiro, assai documentati e accompagnati da spunti critici originali: alcuni maggiormente apprezzabili dalla prospettiva del diritto costituzionale (mandato dei presidenti di Regione, referendum costituzionale, leggi elettorali, riduzione del numero dei parlamentari, vaccinazioni), altri meno apprezzabili da tale prospettiva e talora più agevolmente collocabili in altri settori quali in particolare la scienza politica (intelligenza artificiale, consultazioni del presidente incaricato, le “etichette” di prima e seconda Repubblica, la riforma costituzionale “Renzi-Boschi”). Valutate le pubblicazioni secondo i criteri fissati dall’art. 4, del D.M. 120/2016, complessivamente, non si può ancora riconoscere al candidato la maturità scientifica in relazione al settore concorsuale e alla fascia per la quale è stata richiesta l’abilitazione”.
Dai riportati giudizi, come correttamente evidenziato dall’amministrazione resistente, emerge che la Commissione ASN ha ampiamente analizzato tutte le opere del Prof. OMISSIS, rilevando che specialmente le opere minori denotano una particolare tendenza del candidato ad approfondire tematiche politologiche con scarse ricadute sui temi prettamente costituzionalistici e, conseguentemente, non rivelano ancora l’acquisizione della piena maturità scientifica richiesta per il conseguimento del titolo della prima fascia di docenza.
Ad avviso del ricorrente, il fatto che il giudizio di diniego consti “soltanto” di nr. 13 pagine comproverebbe il deficit motivazionale dell’impugnato diniego.
Il Collegio osserva che affinché la valutazione di una Commissione ASN possa definirsi motivata, non assumono rilievo le pagine di cui consta il giudizio, quanto piuttosto che dal diniego emergano le ragioni logico – deduttive che ad esso hanno condotto, nonché la disamina svolta in merito alle pubblicazioni del candidato.
Nel caso di specie, infatti, il giudizio di inidoneità è stato correttamente condotto ed appare opportunatamente motivato, atteso che i criteri di cui all’art. 4 del D.M. n. 120/2016, sono cumulativi e la mancanza di uno solo di essi in capo al candidato obbliga la Commissione ASN ad esprimere un giudizio di diniego al conseguimento del titolo abilitativo.
Nel caso di specie le opere, sono risultate poco originali ed innovative, mentre avrebbero dovuto costituire prova della piena ed acquisita maturità scientifica del ricorrente.
Infatti, l’art. 3, rubricato “Valutazione della qualificazione scientifica per l’abilitazione alle funzioni di professore di prima e di seconda fascia”, stabilisce espressamente che: “………La valutazione delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli è volta ad accertare:
- a) per le funzioni di professore di prima fascia, la piena maturità scientifica del candidato, attestata dall’importanza delle tematiche scientifiche affrontate e dal raggiungimento di risultati di rilevante qualità e originalità, tali da conferire una posizione riconosciuta nel panorama anche internazionale della ricerca.
Alla stregua delle considerazioni svolte il ricorso deve essere respinto.
Le spese di giudizio possono essere compensate, attesa la peculiarità delle questioni trattate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 3 dicembre 2025 con l’intervento dei magistrati:
OMISSIS, Presidente
OMISSIS, Consigliere
OMISSIS, Consigliere, Estensore
Pubblicato il 16/01/2026

