Il CdM ha approvato un disegno di legge recante il riordino e la riorganizzazione del Consiglio Universitario Nazionale.
L’intervento si inserisce nel quadro delle misure di aggiornamento del sistema universitario ed è volto al riordino, alla razionalizzazione e alla semplificazione delle funzioni del Consiglio Universitario Nazionale, nonché al rafforzamento della sua funzione di rappresentanza del sistema universitario e del ruolo consultivo a supporto dell’azione del Ministro dell’università e della ricerca.
Di seguito le principali misure contenute nel provvedimento.
Semplificazione della composizione: il numero dei componenti è ridotto a un massimo di 28 (rispetto ai precedenti 42), ripartiti tra le 14 aree disciplinari. L’elettorato passivo per la componente dei docenti è limitato ai professori ordinari, ai professori associati e ai ricercatori in tenure track (RTT).
Riduzione del numero degli studenti eletti su base nazionale: riduzione da otto a tre dei rappresentanti degli studenti eletti su base nazionale, in concomitanza con le elezioni del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU).
Ampliamento del ruolo consultivo del Consiglio: viene esteso l’obbligo di parere del Consiglio ai criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) nella sua interezza, nonché alle materie del reclutamento universitario e delle chiamate dirette.
Introduzione di nuovi ambiti di parere obbligatorio: previsione di ulteriori ambiti di parere obbligatorio, anche in materia di reclutamento universitario e di chiamate dirette.

