Con l’assenza alla discussione finale il dottorando rinuncia al corso

25 Giugno 2026

Con sentenza n. 11338 del 19 giugno 2026, il TAR del Lazio ha stabilito che l’assenza ingiustificata dalla discussione finale comporta la rinuncia da parte del candidato al percorso dottorale.

Affermando questo principio, il Tribunale ha respinto il ricorso col quale un ex studente aveva impugnato il provvedimento che dichiarava la sua decadenza dallo status di dottorando, sostenendo che la mancata partecipazione all’esame finale non potesse determinare la sua esclusione dal corso, rendendo doveroso il differimento della discussione ad una sessione successiva.

Il Collegio ha ritenuto questa tesi priva di fondamento sottolineando che dall’evoluzione della disciplina relativa al dottorato emerge l’assoluta centralità dell’esame finale (consistente nella pubblica discussione di una tesi) ai fini del conseguimento del titolo di dottore di ricerca: di conseguenza, secondo il TAR, la mancata partecipazione all’esame è da considerarsi (oggettivamente, non soggettivamente) sintomatica di un disinteresse tale da implicare, giuridicamente, la rinuncia al percorso dottorale: l’assenza dalla discussione, in questa prospettiva, dev’essere qualificata come un comportamento legalmente concludente (avente valore di atto giuridico in senso stretto, di guisa che ha rilevanza soltanto la volontà dell’atto e non anche degli effetti giuridici, che si producono a prescindere dalla – e anche contro la – volontà del suo autore).